organizzazione

CNA

in collaborazione con

carivit museo della ceramica

con il contributo di

camera di commercio camera di commercio

con il patrocinio di

lazio lazio viterbo provincia

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"Il rispetto del tempo nella lavorazione artigianale"

Museo della Ceramica della Tuscia
Palazzo Brugiotti | Via Cavour 67

orari da venerdì a domenica
10-13/15-18

Roberta Pietrini

Contatti

Indirizzo: Viterbo, Via Dalmazia, 73

Viterbo

Telefono: 3293478762

E-Mail: robertapietrini86@gmail.com

Facebook: https://www.facebook.com/neloo.it

Sito Web: www.neloo.it

Tessitura, ricamo ed affini

Chi è

Fondatrice del brand Neloo, realizza bijoux e accessori sostenibili. Sempre alla ricerca dell’innovazione e con un’attenzione particolare all’ambiente, la fibra che utilizza maggiormente per le sue creazioni è il Capim Dourado. Gli steli sembrano fili d’oro, ma sono vegetali ed una sapiente lavorazione permette di creare accessori leggerissimi, lucenti e soprattutto ecologici. Appassionata di tecnologia e con un lungo background sartoriale alle spalle: due mondi apparentemente distanti, che si fondono invece alla perfezione. Dal 2o24, l’impresa fa parte dell’Associazione di rete, Lazio Faber Experience, promossa dalla CNA di Viterbo e Civitavecchia, grazie al finanziamento della Regione Lazio.

Le Opere

“Fuori Funzione” TRE STATI DEL TEMPO LIBERATO di Roberta Pietrini

Scheda tecnica

Bozzetto illustrato

Descrizione concettuale

Fuori Funzione nasce da un’esperienza reale. Durante un concerto, seduta su un prato e completamente immersa nela libertà di quel momento, ho immaginato uno zaino capace di cambiare funzione: da oggetto quotidiano, destinato a contenere ciò che ci accompagna ogni giorno, a superficie tessile su la quale distendersi, per fermarsi più a lungo nei luoghi che ci colpiscono e viverli fino in fondo.

Da questa intuizione nasce anche il disegno del robot che annusa una rosa. Il robot interrompe la ripetizione meccanica dei propri gesti e si accorge improvvisamente di ciò che lo circonda. Si ferma, osserva e si lascia sorprendere. È il momento in cui la pausa si trasforma in scoperta. Quando la mente si libera dale incombenze e dale azioni abituali, il presente può aprire uno spazio nel quale immaginare ciò che, fino a poco prima, non esisteva. L’insta lazione racconta la genesi del’opera attraverso tre borse presentate in altrettante fasi de la trasformazione.

Nel primo elemento il robot interrompe la propria funzione e scopre il fiore: l’intuizione comincia a tradursi ne la materia e alcune fasi dela costruzione iniziano a mostrarsi.

Nel secondo la costruzione ha raggiunto una forma compiuta: la rosa si rivela, ma è ancora raccolta su se stessa.

Nel terzo, la fioritura si completa: la rosa completamente dischiusa diventa una superficie sula quale distendersi. Il ciclo ritorna così al punto di partenza.

Il tempo dedicato aLla pausa genera l’intuizione, l’intuizione prende forma attraverso il lavoro, l’oggetto realizzato offre nuovamente uno spazio di sosta dal quale potrà nascere un’altra idea.

Tra l’intuizione e la forma compiuta si distende il tempo dela lavorazione artigianale: una successione di prove, correzioni e gesti ripetuti, le cui tracce affiorano nel primo elemento e rendono visibile il processo normalmente assorbito dal manufatto finito.

Materiali e tecniche

Per realizzare il movimento di apertura e chiusura dela rosa ho studiato i principi de l’origami, elaborando una variazione tessile del modelo Flasher di Jeremy Shafer e Chris Palmer. Nel passaggio dala carta al tessuto ho progettato un cartamodelo capace di richiudersi su se stesso e, contemporaneamente, di accogliere una successione di petali. La disposizione dele cuciture traduce le linee di piega del’origami in una struttura tessile: ruotando il centro del fiore, la geometria del modelo guida la rosa ad avvolgersi naturalmente su se stessa. Invertendo il movimento, gli strati si distendono e i petali si schiudono progressivamente. L’adattamento di questo principio a un materiale morbido ha richiesto una fase di sperimentazione sul comportamento del tessuto, sula distribuzione dei volumi e sula sequenza di assemblaggio, fino a ottenere un movimento semplice da compiere e coerente con la forma organica del fiore. La rosa è realizzata in felpa deadstock proveniente da eccedenze di magazzino e reperita tramite il sito Zerow. La facciata sula quale è riprodotto il disegno originale è stampata su cotone riciclato, mentre per la struttura de lo zaino è stato impiegato cotone residuo di lavorazioni precedenti. Il taglio laser interviene esclusivamente ne la realizzazione dei dettagli in tessuto scamosciato, mentre la struttura trasformabile nasce dalla progettazione del cartamodello e dalla lavorazione sartoriale. Le diverse componenti sono unite esclusivamente mediante cuciture, così da poter intervenire localmente sugli elementi soggetti a usura, riparandoli o sostituendoli. L’impiego di tessuti provenienti da eccedenze, riciclati o già presenti in laboratorio limita il ricorso a nuova materia prima, mentre la riparabilità prolunga la vita de l’opera: l’attenzione a la natura evocata dal disegno si riflette così anche nelle scelte con cui il manufatto è costruito.