organizzazione

CNA

in collaborazione con

carivit museo della ceramica

con il contributo di

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con il patrocinio di

lazio lazio viterbo provincia

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"Il rispetto del tempo nella lavorazione artigianale"

Museo della Ceramica della Tuscia
Palazzo Brugiotti | Via Cavour 67

orari da venerdì a domenica
10-13/15-18

Giuseppe Renzi

Contatti

Indirizzo: Montelanico, Via carpinetana 8 km 14.600

Roma

Telefono: 3473063209

E-Mail: ghenf@inwind.it

Facebook: https://www.facebook.com/Clerville1/

Sito Web: www.torny.it

Legno e affini

Chi è

Giuseppe nasce nel cuore della Ciociaria storica, terra generosa e ricca di tradizioni. Fin da bambino rimane affascinato dal lavoro del nonno materno, che con abilità e spirito di solidarietà realizzava utensili destinati ai lavoratori del paese impossibilitati ad acquistarli. Osservando quelle mani esperte trasformare il legno e il metallo in strumenti utili alla comunità, nasce una passione destinata a segnare il suo futuro, Dotato di una naturale predisposizione al lavoro manuale, Giuseppe sviluppa una notevole abilità artigianale attraverso le diverse esperienze professionali che caratterizzano il suo percorso. Tuttavia, la passione per il legno e per la tornitura, cresce costantemente fino a diventare una vera vocazione. 

Infatti con il passare degli anni, il richiamo di quest’arte si fa sempre più forte, fino a prevalere su ogni altra attività. Giuseppe compie così una scelta coraggiosa: lascia il proprio lavoro per dedicarsi completamente alla tornitura e alla creazione artigianale, trasformando una passione nata tra i ricordi dell’infanzia nella sua professione e nella sua ragione di vita. 

Da quel momento, studio, sperimentazione e ricerca diventano gli strumenti attraverso i quali affina la propria tecnica, dando vita a opere uniche che coniugano tradizione, creatività e maestria artigianale.

Da questa esperienza e dalla continua ricerca tecnica ed estetica prendono vita creazioni uniche, tra le quali spicca la “Katana Arlecchino”, sintesi di tradizione, creatività e maestria artigianale.

  

Le Opere

“Katana Arlecchino”

Un’opera che coniuga l’eleganza della scrittura con il fascino e la forza evocativa della tradizionale spada giapponese. La scelta della penna stilografica, preferita alla più moderna rollerball, nasce dal desiderio di rendere omaggio a un passato glorioso e ormai remoto che ancora riecheggia nello spirito del Bushidō, il severo codice d’onore dei samurai, simbolo di disciplina, lealtà e perfezione, valori che questa creazione desidera richiamare e tramandare. È il medesimo codice che guidò i giovani samurai cristiani della Missione Tenshō, protagonisti nel 1585 della prima ambasceria ufficiale giapponese in Europa, che visitarono anche Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Bagnaia e Caprarola. 

La linea della penna, quasi zen, volutamente essenziale ed elegante, svela la mano dell’artigiano attraverso la complessa tecnica della stratificazione, capace di trasformare la materia in una composizione dinamica di colori e suggestioni. 

La materia prende forma da sottili fogli di betulla, pazientemente tagliati e immersi nei colori creati dall’artigiano. Il legno assorbe lentamente le tonalità, che penetrano nelle fibre fino a diventarne parte integrante. Una volta estratte, le lastre vengono accuratamente essiccate e successivamente sovrapposte secondo una precisa sequenza cromatica. I vari strati vengono quindi uniti mediante colle specifiche per legno e mantenuti sotto pressa per il tempo necessario a garantire una perfetta coesione del materiale, dando origine a un unico blocco multicolore destinato a rivelare, nelle successive lavorazioni, tutta la sua ricchezza cromatica. 

La scelta dei colori è affidata esclusivamente alla sensibilità e al gusto dell’artigiano, che individua e combina le diverse tonalità secondo la propria visione estetica, senza ricorrere a schemi prestabiliti. 

Dopo la fase di pressatura e stabilizzazione, il materiale viene sottoposto alla tornitura, che conferisce alla penna le sue proporzioni definitive. Segue un accurato lavoro di levigatura e finitura, completato dall’applicazione di trattamenti protettivi che garantiscono la durabilità dell’opera. Solo allora la lavorazione può dirsi compiuta. La materia, modellata con pazienza e maestria, si trasforma definitivamente nella Katana Arlecchino: sintesi armoniosa tra tecnica artigianale, ricerca cromatica e ispirazione culturale. Presentata sul proprio supporto espositivo, realizzato con la medesima tecnica di stratificazione che caratterizza il corpo della penna. Un elemento non soltanto funzionale, ma parte integrante dell’opera, con il quale condivide materiali, colori e filosofia costruttiva, contribuendo a esaltarne l’armonia estetica e l’unicità.