Museo della Ceramica della Tuscia
Palazzo Brugiotti | Via Cavour 67
orari da venerdì a domenica
10-13/15-18
Indirizzo: via Santa Maria dei Santi 14, 01238050577
Fara in Sabina
Telefono: 3427370881
E-Mail: cerauntessuto@gmail.com
Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100082965711044
Sito Web: www.cerauntessuto.it
Tessitura, ricamo ed affini
C’era un Tessuto di Elisabetta Scipioni è la naturale continuazione dell’attività tessile che la signora Teodolinda Palmerini, nonna della signora Elisabetta, avviò a Farfa nel 1938 – attività poi proseguita e attualizzata con l’introduzione di moderni, per l’epoca, telai meccanici jacquard, da Gustavo Scipioni, padre di Elisabetta.
Questa azienda si occupa della produzione di tessuti per la casa utilizzando esclusivamente filati naturali e lo fa dal 1938 sempre negli stessi locali e sempre con le stesse tecniche (anche se negli anni ottanta sono stati introdotti in azienda i teli Jacquard che hanno consentito un salto nel futuro per l’azienda)
Pezzo forte della produzione tessile della filanda è la presenza di 4 telai a mano con i quali produciamo tappeti e plaid in cotone, in lana o in misto cotone e lana. Caratteristica attività di produzione tessile (eccellenza in Italia dove si contano meno di 5 attività similari e unica nel Lazio) il nostro laboratorio tessile è calato appieno nella realtà del Decreto Ronchi del 1997. Le “cinque R” rappresentano i principi fondamentali dell’economia circolare e della
gestione sostenibile dei rifiuti, nati per promuovere la filosofia del minor impatto ambientale possibile.
Questi concetti prevedono le seguenti azioni:
• Riduzione: limitare a monte la produzione di rifiuti, prediligendo acquisti mirati ed evitando imballaggi superflui o prodotti usa e getta.
• Riuso: dare una seconda vita agli oggetti prima di gettarli, riutilizzandoli o riparandoli per scopi originali o creativi.
• Riciclare: avviare i materiali di scarto a processi di trattamento per trasformarli in nuove materie prime.
• Raccolta: eseguire in modo corretto la raccolta differenziata, passaggio cruciale per garantire il successo del riciclo.
• Recupero: sfruttare i materiali non riciclabili per generare energia termica o elettrica (in alcune varianti, questa fase è intesa come recupero di materia o compostaggio). Per quanto riguarda il principio della Riduzione vogliamo precisare come nel nostro laboratorio si producano tessuti utilizzando esclusivamente filati naturali certificati perché siamo consapevoli di come l’industria tessile rappresenti la prima fonte di inquinamento globale al mondo. E proprio su questo pensiero si fonda il nostro Riuso e Riciclo. Questi due principi sono rappresentati dalla nostra produzione di tappeti che avviene utilizzando i telai in legno del secolo scorso (uno anche precedente). I nostri tappeti sono prodotti seguendo la regola del tappeto di recupero o “pezzotto” che nella
tradizione Sabina rappresenta quel tappeto prodotto unendo in trama all’ordito di cotone una serie di strisce di tessuto ottenuto riciclando altri tessuti (solitamente lenzuola ormai logore ma anche vestiti) tutti fatti di fibra naturale (così si faceva una volta, e ancora così si fa da noi). Il principio della Raccolta è un principio che dovrebbe accompagnare il quotidiano di
tutti noi. Il principio del Recupero è strettamente legato ai tappeti ma anche alla produzione di altri manufatti in vendita in negozio, come ad esempio le salviette struccanti realizzate utilizzando la spugna di cotone che avanza dalla produzione di asciugamani. O anche le shopper, pratiche e stilose borse che accompagnano i nostri clienti – uomini e donne non fa differenza – nel
loro quotidiano realizzate utilizzando avanzi di tessuto che recuperiamo dopo la realizzazione di tovaglie, copriletto, teli copridivano, ecc.
“Granelli di tempo”
L’opera consiste in un tappeto in 100% cotone – misure circa 60×100 cm – realizzato seguendo la tecnica del “pezzotto o tappeto di recupero” che consiste in un ordito in cotone e in una trama realizzata utilizzando strisce di tessuto (nuovo in questo caso). Questa tecnica, nel passato, consentiva di riutilizzare e riciclare tutti gli avanzi dei vari processi di lavorazione della filanda. Il disegno all’interno del tappeto consiste in una clessidra dal bordo scuro all’interno della quale scorre sabbia color oro a individuare il tempo, elemento prezioso per la lavorazione artigianale – e per questo di color oro.