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"De Natura"

Museo della Ceramica della Tuscia
Palazzo Brugiotti | Via Cavour 67

orari da giovedì a domenica e il 1° maggio
10-13/15,30-18,30

Vincenzo Dobboloni

Contatti

Indirizzo: Santi Giovanni e Marciano Martiri, 14

Civita Castellana

Telefono: 3339183386

E-Mail: ceramiche.mastrocencio@gmail.com

Facebook: https://www.facebook.com/mastrocencioceramics

Sito Web: www.mastrocencio.it

Vetro, ceramica, pietra ed affini

Chi è

Iscritto all’Albo delle Imprese Artigiane dal 1999, produce prevalentemente vasellame d’imitazione archeologica. Nel 2022 ha raggiunto il prestigioso traguardo dei 50 anni di lavoro nella produzione della ceramica d’arte. Vincenzo Dobboloni, in arte Mastro Cencio, ha iniziato, adolescente, con istruzione scolastica ceramica e ha continuato con la frequentazione di laboratori di vasellame nei territori di Tarquinia e Cerveteri. Nel suo atelier, gli oggetti d’imitazione sono rigorosamente riprodotti secondo i termini di legge, con le stesse tecniche antiche nella preparazione delle argille e nello stile dei decori.

Gli oggetti vengono foggiati, rifiniti e assemblati. Quando il manufatto non è troppo asciutto, né troppo molle, viene levigato con stecche apposite (plastica o agata). Viene poi finemente disegnato con la scena del periodo di produzione, ripassato al filetto e contornato, riempito, lucidato con batuffolo di ovatta, messo al forno e cotto con affumicatura, ottenendo il nero. L’oggetto viene invecchiato e patinato, così da avvicinarsi il più possibile ai veri segni dell’usura e dell’antichità del pezzo, smerigliando e sporcando le superfici con vari sistemi.

Dobboloni riproduce vasellame di stile villanoviano, etrusco, falisco, greco, romano, rodiota, corinzio, medievale, rinascimentale, settecentesco. Non tralascia però la tradizione civitonica dei complementi d’arredo smaltati e decorati a mano con il tipico floreale denominato a “ticchiolo”, decoro utilizzato nelle fabbriche artistiche del luogo fra gli anni ’20 e gli anni ’40.

Inoltre, si occupa di affreschi, trompe l’oeil, pitture murarie su pannelli di tufo intonacati, mosaici in paste vitree e in pietre naturali (metodo diretto e indiretto), lavorazione del vetro a lume, come piccoli oggetti in pasta vitrea, monili fenici. Ancora: incisione su bronzo, su pietre dure e su vetri per monili, collane composte da vari barilotti al girocollo, in impasto ceramico arcaico ma con stile e progettazione moderna, decorazioni a smalti ceramici su pietra lavica.

Collabora con alcune guide turistiche locali, organizza dimostrazioni di pittura falisca per turisti stranieri.

La Regione annovera Mastro Cencio tra gli artigiani “di eccellenza” del Lazio. Titolare del marchio di qualità della Camera di Commercio di Viterbo, Tuscia Viterbese, e del contrassegno d’origine e qualità dell’artigianato artistico e tradizionale della Regione, è presente nel portale dell’artigianato italiano d’eccellenza Italia-sumisura.it

La Storia

Tutta la mia vita lavorativa ha seguito un percorso sperimentale, partendo dalla conoscenza del territorio, continuando nella ricerca di materie prime naturali scavate direttamente nel terreno, studiando pezzi di reperti che affioravano fra la terra dopo le piogge o dopo i movimenti delle zolle, osservando gli scavi archeologici più noti e talvolta quelli appena venuti alla luce. Insomma, scendendo i gradini del mio laboratorio si fa certamente un salto in un passato molto lontano, dove tutto fa storia, compreso il mio sapere che divulgo costantemente a tutti coloro che entrano con curiosità.

La mia attività si è sviluppata con il tempo, ha avuto degli alti e dei bassi come tutte le cose su questo mondo ma rimarrà sempre un’attività artigiana molto tradizionale e manuale dove non c’è posto per i macchinari che producono pezzi in serie. I miei manufatti sono libri aperti dove le scene grafiche ed i personaggi rappresentati raccontano la storia di quelle popolazioni, la loro religione, le loro credenze, i banchetti, i fasti, i giochi e lo sport, le lotte, le glorie.

Le Opere

Il risveglio della Natura

Gruppo di 4 piatti da parete (diametro 30 cm) realizzati con la tecnica pittorica a “Ticchiolo” (tipico decoro floreale utilizzato nelle fabbriche artistiche di Civita Castellana nel periodo 1920-1940). Vi sono riprodotti animali molto familiari.

I decori sono stati eseguiti esclusivamente con colori ceramici recuperati da fabbriche della zona ormai chiuse da anni, mentre i piatti in terraglia erano stati prodotti in un’azienda, Primula, operante nel settore decorativo almeno 30 anni fa. Sul retro dei piatti, infatti, si può notare la stampigliatura di tale fabbrica.

Con l’intervento di recupero e con la qualità artistica e tecnica nell’esecuzione di tali opere, l’artigiano vuole dimostrare che tutto ciò che sembra destinato al macero può ritornare in vita sottoforma di una nuova espressione artistica che può sfociare in un nuovo mercato.