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Luigi Cuppone

Contatti

Indirizzo: Corso Garibaldi, 74

Orte

Telefono: 349 7923182

E-Mail: luigi@laboratoriolinfa.com

Facebook: https://www.facebook.com/laboratoriolinfa

Sito Web: https://www.laboratoriolinfa.com/it/

Legno e affini

Chi è

Laboratorio Linfa. Eco-falegnameria situata a Orte (Vt), a 80 metri dalla stazione FS. Si propone come centro virtuoso per il recupero e la valorizzazione artigianale del legno. Una bottega che cerca il benessere dei clienti nel pieno rispetto della Natura; una condicio sine qua non che struttura la filiera di raccolta e il processo di selezione.

Si progettano e realizzano complementi d’arredo, allestimenti e installazioni artistiche, facili da disassemblare, con finiture esclusivamente di origine naturale.

L’impegno per la sensibilizzazione all’ecosostenibilità, attuato anche in ambito scolastico e universitario, sfocia in workshop formativi e prodotti di comunicazione.

La Storia

In qualità di ambientalista nonché di designer, sentivo il bisogno di creare oggetti utili ad adottare comportamenti sobri ed efficienti, a tutela della natura. Volevo dare l’esempio a chi, dei miei studenti universitari, era interessato a tradurre in impresa economica le buone pratiche della sostenibilità. A Orte ho messo in piedi una filiera di ricondizionamento del legno di scarto: puntando sul lavoro artigianale qualificato, potevo controllare, allungandolo, il ciclo di vita del prodotto, oppormi all’obsolescenza programmata dell’oggetto di consumo.

L’estetica dei mobili di Linfa sarebbe dipesa delle disponibilità di materiale, proprio come fa la natura adattandosi alle condizioni del contesto. Ho iniziato a produrre oggetti funzionali e senza troppi fronzoli. Per assorbire gli sfridi che io stesso producevo nel realizzare mobili, ho rispolverato la tecnica dell’intarsio, e oggi valorizzare il peggior scarto è diventato il mio fiore all’occhiello.

Le Opere

Sezione aurea – natura in scatola.

Una natura morta dove protagonista è un tonno sezionato in grossi tranci, al centro di una composizione disposta sopra un tavolo.

Il richiamo alle nature morte seicentesche è contraddetto dal tonno ridotto in scatola, per  finire nelle nostre insalate ricche. Fuori dalla finestra un mare in tempesta che richiama a sé i suoi prodotti.

Allo scintillio dell’aura attorno alla vittima sacrificale, si contrappongono i colori spenti e bruni del soggetto: privo di vita e dalle carni rassegnate. Tutti gli elementi della composizione, compresa la scatoletta, sono invece incorniciati da un rosso regale e purpureo, e costituiscono un’istantanea di un ultimo tonno, e di ciò che siamo.

Il tonno è l’immagine emblematica di una natura alla mercé della razza umana, e della perdita di un sano rapporto con la natura, «ridotta a un serbatoio di materia inerte e a una pattumiera (Latouche, 1995)».

E anche la cornice di questa natura morta – richiamo alla preziosità finzionale delle opere del passato -, vuole storicizzare la composizione, per fare apparire il soggetto antico: immagine straziata di quel pesce ormai estinto.

La tarsia e realizzata esclusivamente con legno recuperato assemblato a secco con piccole viti. La superficie dorata è realizzata in fogli di latta stagnata recuperata da scatolame, assemblata e cesellata su un fondo di compensato. La cornice in legno è originale dei primi ‘900. Il tutto cerato con sostanze naturali.

L’opera esposta non è in concorso.