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Cinzia Chiulli

Contatti

Indirizzo: Via San Pellegrino, 12

Viterbo

Telefono: 328 8771171

E-Mail: cinzia.chiulli62@gmail.com

Facebook: https://www.facebook.com/CinziaChiulliPercorsiArtistici

Sito Web: https://www.cinziachiullipercorsiartistici.it/

Vetro, ceramica, pietra ed affini

Chi è

Dopo aver conseguito la maturità artistica, Cinzia Chiulli ha frequentato la Facoltà di Architettura a Roma La Sapienza e lavorato come progettista d’interni.

Ha frequentato numerosi corti, i più coinvolgenti sono stati quelli di tornitura e pittura a Ndola (Zambia) e di decorazione e pittura presso l’Accademia dei Superfluo a Roma. Tra le fondatrici già di Artistica, ha all’attivo docenze e scambi culturali con istituti nazionali e internazionali.

È esperta in restauro ceramico,  archeologico e studiosa della ceramica antica e dei simbolismi.

La Storia

I miei studi artistici iniziano all’età di 14 anni, dal Liceo Artistico, proseguendo con gli studi di Architettura alla ‘Sapienza’ e con corsi di restauro del legno, di doratura, di affresco e decoro parietale all’Accademia del Superfluo di Roma e all’estero.

E’ stato l’approccio sperimentato in Africa a farmi comprendere l’importanza di concentrarmi, dopo tanti anni di studio, sulla manualità. Fondamentale la frequentazione di storiche botteghe artigiane, a completare questo percorso di formazione.

L’iscrizione nell’Albo delle Imprese Artigiane risale al 1999.

La mia attività sarà sempre tesa al coinvolgimento di figure ed entità pronte a percepire e a condividere un modo innovativo di trasmettere cultura.

Oggi posso dire che il mio amore per il territorio è fortemente corrisposto: si è formata spontaneamente una rete di artisti, storici e docenti con quali la collaborazione è continua.

Le Opere

L’opera – VADO, GIRO, “TORNIO” – è un omaggio a Viterbo, Città di antica tradizione ceramica. Seguendo la spirale del gioco dell’oca, “in cui origine e fine, passato e futuro si compenetrano”, ci si avventura in luoghi segreti, architetture celebrative, personaggi desiderosi di essere scoperti.

Un entusiasmante viaggio simbolico che si snoda tra caselle considerate “fauste” e quelle “infauste” in cui appaiono ostacoli da superare, prigioni, labirinti e torri.

È un percorso iniziatico sul tema dell’eterno ritorno, ben noto dall’Odissea in poi, e sono proprio le oche selvatiche – portatrici di una saggezza superiore e messaggere celesti – a simboleggiarlo. I Maestri costruttori adoperavano l’oca come loro emblema, in quanto rappresentava l’immagine del trionfo dello spirito sulla materia.

Molti simboli del gioco richiamano aspetti del pellegrinaggio, la locanda, il labirinto, così come i dadi stanno a indicare la pietra cubica, sintesi delle misure armoniche dell’universo.

Tanti significati, storie e simboli che ci ricordano che solo il superamento delle prove farà giungere alla meta, la Grande Casa dell’Oca, il prezioso giardino del Palazzo dei Priori.

Scheda tecnica:

–  tavolo in legno 135 x 87 cm, altezza 80 cm

–  sedia guelfa e sedia ghibellina in legno

– 63 moduli realizzati in peperino smaltato e dipinto con i cromatismi della “terra”.

Materiali: peperino, legno, resine.

L’opera esposta non è in concorso.