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"Il rispetto del tempo nella lavorazione artigianale"

Museo della Ceramica della Tuscia
Palazzo Brugiotti | Via Cavour 67

orari da venerdì a domenica
10-13/15-18

“Eco del potere”

Dettagli

Viterbo

Docente: Prof. Arcangelo Favata

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

Gli Studenti

Arianna De Santis

“Eco del potere” è una rielaborazione contemporanea della testa di Cesare Augusto, realizzata in gesso con un’attenzione artigianale che unisce rigore tecnico e sensibilità espressiva. Partendo da una copia dal vero dell’originale classico, l’opera si distingue per l’aggiunta inattesa e provocatoria di due orecchie d’asino, un elemento che rompe la sacralità e la solennità tradizionale della figura imperiale.

Questa scelta simbolica introduce un forte elemento di ambiguità e critica: le orecchie d’asino, da sempre segno di ignoranza, follia o ridicolo nella tradizione culturale occidentale, diventano un espediente che sovverte l’immagine di potere e autorità. In questo modo, “Eco del potere” invita a una riflessione sul volto complesso e contraddittorio del comando, mettendo in discussione la sua presunta infallibilità e la distanza che il potere stesso tende a costruire rispetto alla realtà umana.

La realizzazione della scultura è frutto di un processo manuale meticoloso: dalla modellazione in argilla, passando per la creazione del calco e la finitura in gesso, ogni passaggio testimonia la conoscenza tecnica e la cura artigianale. La superficie dell’opera rende evidente la presenza viva del lavoro manuale, un dialogo costante tra tradizione e innovazione.

“Eco del potere” è dunque un omaggio al sapere artigianale, capace di trasformare un materiale semplice come il gesso in un veicolo di significati complessi, memoria storica e identità contemporanea. L’opera va oltre la riproduzione: diventa narrazione critica, un punto di incontro tra passato e presente, e un invito a interrogarsi sul valore dell’immagine e sulla natura effimera del potere stesso.

 

Titolo: Eco del potere

Materiale: Gesso rinforzato.

Allieva: Arianna De Santis 2DLA

Insegnante: Porf. Arcangelo Favata

Istituto: Liceo Artistico F.Orioli.

Guarda altri lavori

Volto interiore

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Volto Interiore

Il ciondolo Volto Interiore rappresenta un volto umano spezzato in più parti, ma ancora capace di trasmettere forza ed equilibrio. È un simbolo di fragilità e ricostruzione: anche ciò che si rompe può trovare una nuova forma, forse ancora più autentica.

Interamente realizzato a mano in argilla, ogni frammento è modellato singolarmente, a testimoniare l’unicità tipica dell’artigianato. Le forme, volutamente diverse per dimensione e contorno, riflettono le molte sfaccettature dell’identità. Come in un mosaico imperfetto, i pezzi si ricompongono in un volto che, pur diviso, comunica unità e coerenza interiore.

Un piccolo oggetto carico di significato, che attraverso il linguaggio dell’arte artigianale racconta una grande verità: la bellezza sta anche nelle imperfezioni, e ciò che è rotto può rinascere con una forza nuova.

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“Il canto dello storno”

Cristian Angeli, Sofia Bakthtamian, Lina Belmonte, Leonardo Ceccacci, Alexandra Victoria Ciesiolkiewicz, Maria Rebecca Fuiorea, Giorgia Giordan, Sofia Annunziata
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Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“Naturalmente”

Emily Roffilli

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

Laura Agostini ed Eva Fiammeri

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“Nato dalla terra”

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“Il malcontento di Viterbo”

Gaia La Spina

“Il malcontento di Viterbo”

Dipinto realizzato in acrilico su tela, formato 120 x 160 cm, caratterizzato da motivi vegetali e cromie espressive che sottolineano la componente simbolica dell’opera. Lo studente propone una riflessione sul declino culturale e sull’indifferenza contemporanea, contrapponendovi il valore della tradizione artistica etrusca. Il volto imbronciato e i motivi incolti esprimono il malcontento e la perdita di vitalità creativa, invitando al riscatto culturale e alla rinascita della città.

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“YOBEL”

Giorgia Bella, Maico Cirella, Chantal Carli, Riccardo Felci, Samuele Ghiacci, Nethmi Pedige Juwam, Era Muca, Flavia Neri, Letizia Ojoc, Agnese Paolucchi, Aurora Pascolini, Marilyn Ruchini, Alessia Stroia, Melany They, Matilde Terri, Chiara Valleriani.

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“E’ solo un cavallo”

Emma Caccia

Classe 3AGR

A 15 anni partire da un piccolo pezzo di materia informe e ritrovarsi ad aver modellato una delle più rappresentative forme della scultura classica sembra un’impresa, eppure questa alunna ha intrapreso la sfida con calma e metodo, trasferendo questa sensazione di pace anche in chi si ritrova oggi ad osservare il suo manufatto. Il titolo provocatorio “È solo un cavallo” vuole svestire dalla pomposità questo soggetto, che per secoli ha portato condottieri ed eroi sul sentiero dell’eternità, simbolo universale di potenza, nobiltà e forza, restituendolo a se stesso: l’eleganza della forma e la quiete della classica posa equina.
La superficie plastica porta volutamente le tracce della modellazione come racconto visivo del lavorio che ha dato vita alla forma. I segni di stecca e le impronte vengono accentuate da una patina semplice che vorrebbe imitare il passare del tempo.
Quest’opera nasce come omaggio ai gesti antichi e al sapere manuale, che deve essere tramandato per far sopravvivere la ricchezza più grande che possediamo: la cultura. L’iscrizione, intenzionalmente ridondante, vuole fare il verso all’Arte Concettuale, con l’intento di stimolare la più importante riflessione: cosa rimane dell’opera se la si priva dell’energia creatrice, dell’idea, del pathos? solo un piccolo pezzo di materia informe.