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carivit museo della ceramica

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"Viaggio nella fedeltà dell'artigianato"

Museo della Ceramica della Tuscia
Palazzo Brugiotti | Via Cavour 67

orari da venerdì a domenica
10-13/15-18

“Echi multietnici”

Dettagli

Viterbo

Docente: Prof.ssa Cinzia Pace

Corso: Classe 3ASC

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

Gli Studenti

Esther Ridolfi

Manufatto realizzato in argilla bianca con ingobbio, modellato e decorato a mano per valorizzare il contrasto tra superfici e texture naturali. L’opera rappresenta l’incontro tra culture diverse attraverso contaminazioni artistiche che uniscono echi giamaicani e tradizione locale. Simboleggia il dialogo tra identità e natura, espressione di valori universali da tramandare nel tempo.

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“Echi multietnici”

Esther Ridolfi

Manufatto realizzato in argilla bianca con ingobbio, modellato e decorato a mano per valorizzare il contrasto tra superfici e texture naturali. L’opera rappresenta l’incontro tra culture diverse attraverso contaminazioni artistiche che uniscono echi giamaicani e tradizione locale. Simboleggia il dialogo tra identità e natura, espressione di valori universali da tramandare nel tempo.

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

Giorgia Piccioni e Zoe Roecker

Giorgia Piccioni e Zoe Roecker

Per il progetto Forme e Colori della Tuscia, abbiamo realizzato una scultura in argilla che racchiude un gesto semplice ma profondamente evocativo: la mano di un anziano che porge una castagna alla mano di un bambino. Questo atto, carico di tenerezza e significato, rappresenta il passaggio silenzioso di un sapere antico, la trasmissione di valori, tradizioni e memorie che affondano le radici nella terra e si protendono verso il futuro.
La castagna, frutto, umile e radicato nella terra, è un emblema della Tuscia rurale, della sua cultura contadina, del ritmo lento e sacro delle stagioni: con la sua scorza ruvida e il cuore nutriente, essa incarna il legame profondo tra uomo e natura, tra passato e presente, incarna la resilienza della natura e la generosità della terra. È un frutto che parla di stagioni, di raccolti, di comunità.
Le mani scolpite – una segnata dal tempo, l’altra ancora acerba – diventano protagoniste di un dialogo silenzioso. La prima porta con sé la saggezza, le fatiche, le carezze di una vita vissuta; la seconda, aperta e curiosa, accoglie ciò che le viene offerto, in uno scambio che è l’essenza dell’eredità, non solo materiale, ma spirituale, culturale, affettiva. Il gesto del dare diventa così un ponte tra epoche, un atto di fiducia e continuità.
La scultura si propone come una forma che fissa nel tempo un momento di intimità e di significato, trasformando l’argilla in racconto, veicolo di memoria, custode di un gesto che parla al presente e lo invita a guardare indietro con gratitudine e avanti con responsabilità.
L’opera non solo celebra la bellezza della Tuscia, ma invita a riflettere sul valore della memoria, sulla necessità di custodirla e sul privilegio di poterla trasmettere.

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“Spine e battiti”

Cristina Anghi, Maram Ben Loussaief, Miriam Durigon

Descrizione dell’opera:
Due forme, due grida. Un cuore anatomico, realistico, avvolto da filo spinato: materia viva stretta dalla sofferenza, simbolo di un’umanità ferita ma ancora pulsante. Il rosso e il rosa della carne si oppongono al freddo metallo, evocando il conflitto tra emozione e costrizione, tra desiderio e limite. È un cuore che resiste, che non si arrende, che continua a battere nonostante le ferite.
Accanto, una forma astratta dorata, simmetrica e appuntita, esplode come una stella difensiva. Le sue spine si irradiano nello spazio, creando un equilibrio tra bellezza e pericolo. È luce che punge, energia che si espande ma non si lascia toccare. Un’essenza che brilla e si protegge, come un’anima che ha imparato a difendersi.
Queste due sculture dialogano tra loro: il cuore e la corazza, la carne e la luce, la vulnerabilità e la forza. Insieme raccontano un percorso interiore, una trasformazione emotiva e simbolica che attraversa il dolore per generare consapevolezza.

Così la forma si fa ferita, il colore custodisce la memoria. La materia racconta, e noi impariamo ad ascoltarla.

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“Il passo del vuoto”

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“YOBEL”

Giorgia Bella, Maico Cirella, Chantal Carli, Riccardo Felci, Samuele Ghiacci, Nethmi Pedige Juwam, Era Muca, Flavia Neri, Letizia Ojoc, Agnese Paolucchi, Aurora Pascolini, Marilyn Ruchini, Alessia Stroia, Melany They, Matilde Terri, Chiara Valleriani.

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“Eco del potere”

Arianna De Santis

“Eco del potere” è una rielaborazione contemporanea della testa di Cesare Augusto, realizzata in gesso con un’attenzione artigianale che unisce rigore tecnico e sensibilità espressiva. Partendo da una copia dal vero dell’originale classico, l’opera si distingue per l’aggiunta inattesa e provocatoria di due orecchie d’asino, un elemento che rompe la sacralità e la solennità tradizionale della figura imperiale.

Questa scelta simbolica introduce un forte elemento di ambiguità e critica: le orecchie d’asino, da sempre segno di ignoranza, follia o ridicolo nella tradizione culturale occidentale, diventano un espediente che sovverte l’immagine di potere e autorità. In questo modo, “Eco del potere” invita a una riflessione sul volto complesso e contraddittorio del comando, mettendo in discussione la sua presunta infallibilità e la distanza che il potere stesso tende a costruire rispetto alla realtà umana.

La realizzazione della scultura è frutto di un processo manuale meticoloso: dalla modellazione in argilla, passando per la creazione del calco e la finitura in gesso, ogni passaggio testimonia la conoscenza tecnica e la cura artigianale. La superficie dell’opera rende evidente la presenza viva del lavoro manuale, un dialogo costante tra tradizione e innovazione.

“Eco del potere” è dunque un omaggio al sapere artigianale, capace di trasformare un materiale semplice come il gesso in un veicolo di significati complessi, memoria storica e identità contemporanea. L’opera va oltre la riproduzione: diventa narrazione critica, un punto di incontro tra passato e presente, e un invito a interrogarsi sul valore dell’immagine e sulla natura effimera del potere stesso.

 

Titolo: Eco del potere

Materiale: Gesso rinforzato.

Allieva: Arianna De Santis 2DLA

Insegnante: Porf. Arcangelo Favata

Istituto: Liceo Artistico F.Orioli.

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“Nato dalla terra”

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

“Naturalmente”

Emily Roffilli

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli

Laura Agostini ed Eva Fiammeri

Liceo Artistico Statale Francesco Orioli